Hara il Centro - psicoterapia corporea

La psicoterapia biosistemica

Biosistemica è il nome di un approccio terapeutico integrato a mediazione corporea.

Infatti questo approccio fa convergere al suo interno altri metodi psicoterapici, quali la gestalt, la bioenergetica, la psicologia fenomenologica.
Questo tipo di lavoro e' centrato sull'integrazione di mente-emozione- corpo, dove unita' e' sinonimo di benessere e scissione di disagio psichico.
I blocchi corporei celano al loro interno storie, vissuti e ricordi cristallizzati che proprio per effetto di questo congelamento possono portare problematiche nella vita presente; quindi sciogliere questi blocchi ci permette di ripristinare il normale flusso energetico all'interno del nostro sistema, facendoci ritrovare quella vitalita' persa a causa delle ferite subite.
Il modello teorico Biosistemico può essere compreso attraverso le sue due
componenti: biologica e sistemica.
La componenete biologica si basa sull'idea che ci siano processi fisiologici inconsapevoli che sono alla base delle nostre difficoltà emotive e che questi processi fisiologici possano essere trasformati.
E' importante per sentirci bene che il nostro sistema simpatico e quello partasimpatico si alternino in modo euilibrato, se questo non succede possiamo andare incontro ad un'esaurimento nervoso. La Biosistemica quindi, propone una serie di esercizi corporei di carica e scarica che ci permettono di ritornare a una situazione adeguata.
La visione sistemica ci dice che le sensazioni corporee, le emozioni, gli aspetti cognitivi, l'immaginazione visiva, fanno parte tutte di un unico organismo e che queste parti devono collaborare tra di loro per il buon funzionamento dell'individuo.
Quando si parla di sistema ci si riferisce anche al fatto che la persona vive in un contesto sociale fatto di relazioni e affinche' ci sia un buon equilibrio psichico anche questa dimensione deve essere integrata.
Gli stumenti piu' utilizzati nella psicoterapia biosistemica sono l'ascolto profondo (ideato da Jerome Liss), dove viene posta molta attenzione alle parole, immagini, sensazioni, gesti spontanei e inconsapevoli, in un clima di serenita' e fiducia;la tecnica del rispecchiamento , della sintonizzazione e dell'empatia, dove il terapeuta cerca di entrare in contatto profondo con il paziente e con i suoi vissuti affinche' questo possa sentirsi veramente accolto.

Un contributo della teoria sistemica è la nozione che i processi fisici e fisiologici sono dovuti alla interazione dei sottosistemi semi-autonomi. Ciò significa, a livello psicologico, che le sensazioni corporee, le emozioni, le funzioni cognitive, le funzioni percettive, l'immaginazione visiva, le espressioni non verbali, e così via, sono tutti sistemi funzionali che devono svilupparsi, ognuno a proprio modo.
Il disagio, la sofferenza o la patologia vera e propria sono frutto della mancanza di regolazione dei sottosistemi: compito del terapeuta è quindi quello di ricostruire le connessioni tra i sottosistemi, coinvolgendoli e utilizzandoli. Nel processo terapeutico si lavora per portare tutti i sottosistemi ad un'interazione funzionale affinchè ci sia un completo sviluppo mente-corpo della persona. Si fa in modo che tutti i materiali clinici siano sempre in co-evoluzione sincronica: affinche' la mobilizzazione corporea sia coerente con la capacità cognitiva di comprensione, e affinche' il tutto sia sempre vissuto all'interno di una relazione terapeutica sicura.he lo strumento fondamentale di lavoro dello psicologo e dello psicoterapeuta, come le ricerche comparative sull'efficacia delle varie e diverse tecniche psicoterapiche tendono a confermare, sia la "relazione terapeutica"; è solo all'interno di una positiva e ristrutturante relazione terapeutica, di una nuova esperienza di relazione con un altro essere umano che le parole e la conoscenza di sé , di proprie emozioni , moti e desideri , acquisiscono potere "curativo" . Ciò non è difficile da comprendere se pensiamo che ogni essere umano nasce, cresce e si forma all'interno della cornice di relazioni significative con altri esseri umani; al fine di evitare isolamento e abbandono (reale o immaginario), in quel periodo di dipendenza fisiologica costituito dall'infanzia, ci adattiamo e blocchiamo capacità , desideri...possibilità...parti del Sé ....che tendiamo poi a disconoscere e che quando riemergono ci creano molte paure e ansie. Accade quindi che , come nelle relazioni significative perdiamo noi stessi, solo all'interno di relazioni significative ("emotivamente correttive") ciascuno di noi può riaccettare profondamente, sentire e capire in modo completo, non solo razionalmente, ma anche emotivamente, la propria sofferenza e il proprio vissuto e tornare a riappropriarsi di potenzialità di relazione e di realizzazione soffocate nel passato.
un approccio psicoterapico integrato (utilizza infatti contributi provenienti da diversi ambiti , come la psicologia della gestalt, la bioenergetica e la psicologia fenomenologica) e a mediazione corporea. Parte fondamentale di tale approccio terapeutico è la pratica dell'ascolto profondo (ideata da J. Liss), una tecnica nella quale molta attenzione viene posta non solo al contenuto delle parole, ma anche alle immagini , sensazioni e ai gesti spontanei e inconsapevoli che le accompagnano; in essa inoltre l'uso di tecniche di sintonizzazione e rispecchiamento corporeo contribuiscono a creare un clima relazionale caratterizzato da empatia e accoglienza grazie al quale il paziente può superare paura e sfiducia e riappropriarsi gradualmente di ricordi , desideri ed emozioni represse il cui blocco altera la funzionalità e i processi energetici dell'organismo determinando sintomi e disagi che possono esprimersi sia sul versante della mente (ansia, depressione, fobie) che sul piano corporeo (disturbi psicosomatici come ad es. emicranie, ipertensioni, disturbi gastrici ecc.) . L'obiettivo del lavoro terapeutico è la piena espressione e padronanza di sé attraverso il recupero della originaria unità e armonia tra mente e corpo. un approccio psicoterapico integrato (utilizza infatti contributi provenienti da diversi ambiti , come la psicologia della gestalt, la bioenergetica e la psicologia fenomenologica) e a mediazione corporea. Parte fondamentale di tale approccio terapeutico è la pratica dell'ascolto profondo (ideata da J. Liss), una tecnica nella quale molta attenzione viene posta non solo al contenuto delle parole, ma anche alle immagini , sensazioni e ai gesti spontanei e inconsapevoli che le accompagnano; in essa inoltre l'uso di tecniche di sintonizzazione e rispecchiamento corporeo contribuiscono a creare un clima relazionale caratterizzato da empatia e accoglienza grazie al quale il paziente può superare paura e sfiducia e riappropriarsi gradualmente di ricordi , desideri ed emozioni represse il cui blocco altera la funzionalità e i processi energetici dell'organismo determinando sintomi e disagi che possono esprimersi sia sul versante della mente (ansia, depressione, fobie) che sul piano corporeo (disturbi psicosomatici come ad es. emicranie, ipertensioni, disturbi gastrici ecc.) . L'obiettivo del lavoro terapeutico è la piena espressione e padronanza di sé attraverso il recupero della originaria unità e armonia tra mente e corpo.